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Brahmacharya: L'Astensione nello Yoga




Nel mio precedente articolo abbiamo trattato il tema degli Yama, il primo Ramo dello Yoga. Abbiamo scoperto, infatti, che lo Yoga non è solo una pratica fisica ma una vera e propria filosofia di vita e abbiamo parlato del terzo Yama, Asteya, il Non Rubare nello Yoga.


Gli Yama, le cosiddette regole etiche e morali, ci invitano a riflettere su come dovresti comportarti nei confronti degli altri per poter essere in pace, non solo con il mondo che ti circonda, ma anche con te stesso.


Brahmacharya è il quarto Yama e in sanscrito non ha una traduzione ben precisa: letteralmente si può interpretare come castità ma molti testi moderni l'hanno tradotto come astensione.


Quest'ultima è la traduzione che prediligo perché ci ricorda che non ci si sta riferendo ad un qualcosa di corporeo ma, a livello più sottile, alla purezza dai veleni mentali. Quando riconosciamo i nostri turbamenti, possiamo lasciarli andare e ripulire per davvero la nostra mente da tutto ciò che non ci serve.


Questo Yama ci invita a porre un tetto ai nostri desideri. Questo non significa vivere di spirito e di etere, anzi! Siamo esseri umani in un mondo materiale per un valido motivo, quindi godiamo dei frutti della materia e viviamo una vita piena e consapevole!


Astensione significa semplicemente non disperdere l'energia che c'è dentro di noi come, ad esempio, nell'eccedere in cose superflue o nel continuare a desiderare quello che non abbiamo.


Quante volte abbiamo pronunciato nei nostri pensieri "solo quando avrò quella cosa, allora sarò veramente felice" ? E quante volte ci siamo poi resi conto che, una volta ottenuto il nostro desiderio, siamo lentamente ritornati ad uno stato di insoddisfazione?


Quando l'euforia passa ci rendiamo conto che per essere felici e in armonia con noi stessi non dobbiamo possedere tutto ciò che ci circonda ma, al contrario, tornare all'essenza, al nòcciolo delle cose.


Per essere felici nel profondo, soddisfatti di quello che siamo e che abbiamo nel qui e ora, impariamo a coltivare la gratitudine. Gratitudine non significa rinuncia ma è trovare il nostro equilibrio capendo che ogni giorno viviamo un piccolo miracolo solo per il fatto di essere qui a leggere queste parole.


Namasté


Luna


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