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Pratyahara: Il Ritiro dei Sensi



Pratyahara segue il Pranayama negli 8 Rami dello Yoga.


Fino al passo precedente del Pranayama, il nostro lavoro è sempre stato proiettato all'esterno: sui nostri comportamenti, sul nostro corpo tangibile e sul nostro respiro.


Con questo quinto passo, Pratyahara, giungiamo invece al ritiro dei sensi, al raccoglimento verso la profondità del nostro mondo interiore.


Non siamo ancora nel pieno della concentrazione su qualcosa al nostro interno, ma Pratyahara ci invita ad iniziare ad isolare i sensi e a non farci distrarre dai numerosi stimoli che ci provengono in ogni istante.


Nella società attuale siamo bombardati da notifiche e impulsi di ogni genere. Quando siamo soli è un automatismo aprire i social e riempirci di stimoli per non farci sentire questa sensazione di vuoto. Oppure ancora accendiamo la musica, riproduciamo un podcast o mettiamo un video in sottofondo. Insomma, non ci viene affatto naturale a portare l'attenzione a ciò che accade dentro di noi. Siamo stati così abituati dalla società ad essere prestanti e ad arrivare a degli obiettivi che ci viene più facile essere proiettati verso un qualcosa di esterno piuttosto che al nostro interno.


Lo vediamo anche con le nostre emozioni: siamo abituati a scartare e rifiutare ciò che ci fa stare male, come rabbia, delusione o tristezza, cercando di distrarci da esse e catapultandoci in qualcosa che non ci faccia sentire questo dolore. Invece che rifiutare queste emozioni, Pratyahara ci insegna ad osservarle e accoglierle, sedersi per un instante e semplicemente stare, viverle e notare cosa provocano nel nostro corpo. Quando soffochiamo le cose che ci fanno star male, esse rimangono latenti: ci sembra di averle mandate via ma prima o poi trovano un modo per riaffiorare, o somaticamente nel nostro corpo oppure con ansie nella nostra mente.


E' molto meglio far amicizia con il negativo che c'è nella nostra vita e capire perchè c'è e accettare che fa parte di noi e della nostra storia. Realizzando poi che è solo una parte di noi, una parte del nostro percorso, possiamo poi disidentificarci con questa cosa negativa e capire che noi siamo molto altro: la nostra essenza non sono le nostre emozioni e ciò che ci accade ogni giorno. Pratyahara si collega al principio del Tutto nello Yoga: Yoga non è solo felicità, gioia, pace e amore! Noi praticanti e insegnanti non siamo seduti a gambe incrociate tutto il giorno a fare "Om" e a sentirci in pace col mondo, anzi!


Chi fa dello Yoga il suo stile di vita diventa consapevole di ciò che non va nella sua vita, e dalla consapevolezza si può arrivare al miglioramento, giorno dopo giorno, con pratica e costanza.


Nella vita non c'è solo luce ma anche ombra, non solo Yang ma anche Yin.


Namastè


Luna

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