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Pranayama: Il Controllo del Respiro



Il Pranayama, negli 8 Rami dello Yoga, è il passo successivo alle asana.


Questo non vuol dire che il pranayama sia più importante delle asana, in quanto essi lavorano in sinergia fra di loro, ma sta a significare che ci stiamo lentamente avvicinando dall'esterno del nostro corpo, dall'involucro della materia, all'interno del nostro mondo interiore verso uno stato più meditativo.


Prana significa energia e Yama significa controllo.


L'energia passa attraverso il nostro respiro e il respiro stesso è energia: senza ossigeno, infatti, le cellule del nostro corpo non possono trarre il nutrimento per le loro funzioni vitali.


A livello più sottile, il respiro è una chiave che regola le funzioni della nostra mente. Quando il respiro è tutto localizzato nella parte alta del torace, i polmoni si espandono in modo superficiale, all'altezza delle clavicole, e non riusciamo ad ossigenare bene la zona diaframmatica: in questo modo, andiamo inconsciamente in affanno e la nostra mente recepisce tutto come un pericolo. Questo accade quando non siamo consapevoli di come respiriamo, come ad esempio quando siamo stressati, per cui il nostro corpo va in modalità "risparmio energetico" e cerca di fare meno fatica possibile per indirizzare tutte le energie nel superamento del disagio. Quando invece riusciamo a prendere consapevolezza del respiro, possiamo attivamente modificare questo circolo vizioso: se il respiro è calmo, tranquillo e profondo, riusciamo a portare rilassamento al nostro corpo, un po' come durante il sonno. Portando la nostra attenzione al respiro riusciamo ad osservarlo, a capire dove lo stiamo indirizzando e a cambiarne il ritmo e la profondità.


L'osservazione e il controllo del respiro è anche un lavoro di ascolto interiore: ci possiamo porre, infatti, le domande: perché sto respirando velocemente? qual è il motivo per cui sono affannato? Il pranayama, per questo, si avvicina molto allo stato meditativo di introspezione e di cosa accade all'interno del nostro corpo.


Lo scopo del pranayama è quello di controllare la nostra energia. Per controllo non intendiamo una rigidità ma ci riferiamo più che altro ad un utilizzo, per poter portare corpo e mente ad uno stato di benessere.


Il pranayama, così come le asana, va a bilanciare l'energia del nostro corpo e della nostra mente. Se ci sentiamo agitati, possiamo eseguire un pranayama calmante come un semplice esercizio di prolungamento dei tempi della nostra espirazione. Se invece ci sentiamo stanchi, possiamo respirare in maniera energizzante come ad esempio nel kapalabhati, la respirazione del fuoco, in cui si espira in maniera forzata ed energica. Tuttavia non esistono solo pranayama calmanti o energizzanti ma anche riequilibranti, come il nadi shodana, la respirazione a narici alternate, che secondo la tradizione dello yoga riporta l'equilibrio fra le nostre due polarità energetiche di forza e calma, di azione e di letargia.


Tutti questi pranayama vanno eseguiti sotto la guida di un insegnante yoga perché possono alterare i valori della pressione sanguigna o magari provocarci qualche giramento di testa!

La respirazione yogica normale, invece, consiste nel semplicemente prendere consapevolezza del respiro, portando l'attenzione al suo percorso: dalle narici, alla gola, fino al petto e al basso addome. Quest'attenzione può essere eseguita in qualsiasi momento della giornata e da chiunque, anche al di fuori della nostra pratica sul tappetino.


Nello Yoga, respiriamo quasi sempre dalle narici per dare un impulso di rilassamento al nostro corpo: respirando dalla bocca, infatti, è più facile andare in affanno, come ad esempio durante un'attività sportiva. Le narici, inoltre, sono un filtro naturale del nostro corpo che ci proteggono dai batteri dell'aria e scaldano il respiro, per prepararlo al percorso all'interno del nostro corpo.


Introdurre il pranayama nelle asana permette di rilassare il nostri muscoli ed entrare nelle posture con più facilità, ma non solo: ci permette anche di rendere la pratica Yoga una meditazione in movimento. Portando l'attenzione al respiro, riusciamo momento dopo momento a notare le sensazioni del corpo e del respiro, radicandoci nel momento presente. In questo modo la mente non può vagare, e se dovesse accadere, significa che non siamo concentrati nella nostra pratica!


Lo Yoga ci fa vivere una vita consapevole. E' sempre dalle piccole cose si creano i grandi cambiamenti.


Namastè Luna

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